L'informazione   san marino          lunedi 10 marzo 2008    pagina 5 
Il casa Tierce è ancora irrisolto: Nonostante il francese residente sia stato assolto dalle accuse, ancora da parte dello stato di San Marino non è stata fatta alcuna proposta pe riparare al grave errore giudiziario. "Un affare che dura da troppo tempo. Il processo, la condanna per truffa con diversi gradi di processo. La Corte europea di Strasburgo che sanziona il processo di San Marino non valido, non equo e non fatto seconda le norme europee dei Diritti dell'Uomo che pur San Marino ha sottoscritto. Infine l'assoluzione piena da parte del Tribunale di San Marino attraverso i diversi gradi di giudizio nelle sue parti: penale, civile. Fino ad oggi 18 anni. No so se vi sembrano pochi". .

. Cosi si esprime il Console onorario di Francia a San Marino, Felice 'Chiaruzzi.

Nonostante Tierce abbia avuto ragione, ancora non è finita... "
No, non à finita - dice Chiaruzzi - manca il riconoscimento morale e finanziario che può venire nella nostra legislazione sola con atto governativo'. 
Ma...
.
"Qui il francese dichiarato innocente ha subito ancora un inciampo, une scoglio, una barriera da superare. Allora mi chiedo se un Console onorario ha un ruolo in questa situazione, Tre motivazioni si impongono alla mia attenzione: Il casa umano e l'ingiustizia, la diplomazia e la politica. Primo, non si può prescindere dal casa umano di una famiglia che si trova in difficoltà e che cerca da 18 anni di ritrovare la sua stabilità perduta.. ."

Poi, dal punto di vista della giustizia?
"Una ingiustizia non ancora riparata à un fatto grave da essere sentito da tutti i cittadini, un fatto collettivo della Democrazia che è la base del vivere sociale e di cui tutti siamo responsabili. Nonostante le sanzioni della Corte Europea dei diritti dell'uomo e l'assoluzione piena del tribunale di San Marino questa concliusione non è ancora avvenuta". .

E' colpa della politica?
"Quello della politica è il terzo nodo. Una buona immagine politica implica il dialogo e l'attenzione con il Paese di provenienza di questo cittadino. Una posizione che si può pretendere par la difesa dei nostri cittadini all'estero, ma che deve avere lo stesso rapporto da noi, la cosiddetta reciprocità di trattamento. Ne va dell'immagine dei nostro Paese particolarmente nel contesta europeo e soprattutto in Francia dove la democrazia e le libertà sono i principi fondanti da cui ha avuto origine la patria dei diritto"

Ma a livello diplomatico ci sono state prese di posizione anche dirette...
"Si, la Francia attraverso gli ambasciatori degli anni dal 2000 ad oggi, più alcuni ministri e senatori diplomatici di vario grado e rappresentanti dei francesi all'estero sono intervenuti più volte.

"E ORA CHE IL CASO
 TIERCE SIA RISOLTO"

Parla il console di Francia a San Marino

 Non si contano gli incontri, le lettere ufficiali di questi esponenti di una grande tradizione diplomatica e democratica".

ln che modo è intervenuta la Francia per difendere questo concittadino?
"Le loro argomentazioni partono dalla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo per giungere all'assoluzione piena dal tribunale di San Marino sia sul piano penale che civile. Ora, non pretendo di conoscere tutti i risvolti in sede diplomatica, ma ritengo che delle risposte adeguate debbano arrivare.
Risposte adeguate, cioè, alla statura diplomatica delle persone che hanno posto le questioni. Queste personalità sono naturalmente sensibili alle attenzioni formali: picchetto d'onore, pranzi ufficiali e molto rispettose della nostra autonomia e entità statuale, ma chiedono l'applicazione di un diritto e il rispetto di un principio che va oltre il caso umano pur importante".

L'attesa è comunque lunga, forse si ha paura di perdere la sovranità, cedendo alle istanze della Francia?
"Diciotto anni di attesa per avere giustizia non sono pochi. ln ogni caso nulla toglie alla nostra tradizione di autonomia e di indipendenza. Accettare le ragioni della Francia e cercare un accordo, al contrario, è necessario per il riconoscimento di San Marino come un Paese sovrano di grandi dimensioni, capace di riconoscere i propri eventuali errori e di porvi rimedio nell'ambito della giustizia".
Perché, allora, sembra che San Marino non possa chiudere questa questione?
"Questa è una domanda che mi pongo, con molti altri concittadini. Se pensiamo alle molte firme di sostegno a M. Tierce che non sono solo di chi è vissuto in quel Paese, in Francia, ma molte firme sono di cittadini sammarinesi che lo conoscono e che lo salutano amichevolmente per strada".

La battaglia di giustizia di uno è una battaglia per  tutti, anche sammarinesi

Peraltro mi pare che i rapporti tra San Marino e Francia siano sempre stati buoni, anche alla luce del fatto che molti sammarinesi sono emigrati e sono stati ben accolti in Francia.

"La diplomazia francese stabill una agenzia consolare a San Marino, che fece seguito alla nascita dell'associazione culturale San Marino-Francia, questa nata per volontà dei concittadini vissuti in oltr'Alpe. Questo ha ancora incrementato i legami che oggi sono di grande collaborazione con la sezione consolare dell'Ambasciata"

Ma questo, alla luce di quanta sta accadendo, è ancora un segno politicamente valido di amicizia?
 Questa resistenza alla soluzione di annose situazioni, non si scon.tra con questa antica tradizione di amicizia?

"Questa è una domanda che anche io, sammarinese nato in Francia, mi pongo. E anzi credo che il sentimento che debba prevalere e valga per ognuno, è quello della giustizia. La fredda chiusura che c'è su questo caso, mi procura un profonde disagio. Una chiusura sproporzionata alla vicenda, alla nostra storia che è sempre stata di pacifica convivenza.
 Citero brevemente l'emigrazione tra le due guerre. I nostri emigrati dopo la chiusura della via per gli Usa a causa della depressione, si rivolsero in gran numero alla Francia. Un paese che: gin ragione della sua protezione sociale aveva resistito meglio di altri alla crisi" seconda l'economista Galbraith. II lavoro è uno scambio, à vero. Cio non toglie che i nostri lavoratori appresero metodi di lavoro avanzati per l'epoca e presero coscienza di organizzazioni operaie e sociali e che saranno poi alla base della continuazione e dei mantenimento dell'ideale di.libertà e di democrazia che porteranno con sé, al loro rientro in patria".

E la vicenda specifica di Tierce?
 "Una vicenda che ha coinvolto la famiglia, con lo sciopero della fame e tutte le vicissitudini che Tierce ha subito e alle quali ha reagito con forza e con dignità, ma non è questo il punto".

Quai è?
"II punta è la giustizia e il riconoscimento del diritto alla piena riabilitazione e, diciamolo, al risarcimento. La Francia ce lo chiede, la Francia dei diritti dell'uomo, ma ce lo chiede anche la nostra tradizione e infine la nostra emigrazione in quel Paese.
Bisogna accettare la sconfitta, se di questo si tratta, abbiamo perso ma questo può essere il principio dei rinnovamento, riparare all'errore per mostrare ad altri e a noi stessi le virtù dei padri e la validità delle parole che sono ai nostri confini. Le parole di un diplomatico francese emerse negli incontri relativi a que­sta vicenda sono embematiche: 'La battaglia di uno è una battaglia per tutti', anche per i sammarinesi".

a.f.

L'affaire Tierce n'est toujours pas résolue : Malgré le fait que le résident français ait été lavé de toute accusation, aucune proposition de réparation de cette grave erreur judiciaire n'a été faite par l'État de Saint Marin

"Une affaire qui dure depuis trop longtemps : Le procès, la condamnation pour escroquerie à différents degrés des procédures ; la Cour européenne de Strasbourg qui invalide le procès de Saint Marin comme non équitable et non conforme aux normes européennes des Droits de l'homme, (pourtant souscrit par Saint Marin) ;Et  enfin l'acquittement complet du Tribunal de Saint Marin à tous les niveaux de justice pénale et civile.... malgré cela et les18 ans de procédure, rien n'est réglé" .
Ainsi s'exprime le Consul honoraire de France à  Saint Marin, Felice Chiaruzzi.
Bien que Tierce ait eu raison, la procédure n'est pas terminée ...
 "Non, elle n'est pas finie - déclare Chiaruzzi - il manque la reconnaissance morale et financière qui ne peut venir que d'un acte gouvernemental "
 Mais...
"le Français, pourtant déclaré innocent, a subi et encore trébuché sur un écueil, une nouvelle barrière à franchir.
Alors je me demande si un Consul honoraire a une influence dans cette situation.
Trois motivations requièrent mon attention: Le cas humain et l'injustice, la diplomatie et la politique."
Un : "on ne peut pas faire abstraction du cas humain d'une famille qui se trouve en difficulté et qui cherche depuis 18 ans à retrouver sa stabilité perdue.. ."
Deux : et la justice?
"Une injustice toujours pas réparée est un manque grave ressenti par tous les citoyens, un fait collectif de la Démocratie, base de la vie sociale et dont nous sommes tous responsables. Malgré les sanctions de la Cour Européenne des Droits de l'Homme et l'acquittement total par le tribunal de Saint-Marin cette conclusion n'est pas encore entérinée" . 
Trois : la faute politique?

"Celle de la politique est le troisième obstacle. Une bonne image politique implique le dialogue et le respect du pays de provenance de ce citoyen. Le traitement qu'on exige pour nos citoyens à l'étranger doit trouver sa réciprocité chez nous. Il en va de l'image de notre pays particulièrement dans le contexte européen et surtout en France où la démocratie et les libertés sont les principes fondamentaux et à l' origine de la patrie du droit "
Mais au niveau diplomatique des prises de position directes se sont succédées…
"Oui, bien sur,  depuis  2000 à aujourd'hui, la France a envoyé des Ambassadeurs. Des Ministres et Sénateurs, des Diplomates de différents degrés, des représentants des français à l'étranger sont intervenus à maintes reprises.

"IL SERAIT TEMPS DE RESOUDRE L'AFFAIRE TIERCE"

affirme le Consul de France à Saint-Marin

 On ne compte plus les médiations, les lettres officielles de ces intervenants de grande tradition diplomatique et démocratique ".                          De quelle façon est intervenue la France pour défendre son concitoyen?
"Leurs arguments partent de la sentence de la Cour Européenne des Droits de l'Homme pour arriver à l'acquittement complet des tribunaux de Saint-Marin soit sur le plan pénal que sur le plan civil. Maintenant je ne prétends pas connaître toutes les conséquences sur le plan diplomatique, mais je crois que des réponses adaptées doivent être données.
Des réponses adaptées à la stature diplomatique des personnes qui ont posé les questions. Ces personnalités sont naturellement sensibles aux attentions formelles: garde d'honneur, déjeuners officiels et très respectueux de notre autonomie et entité statutaire, mais ils demandent l'application du droit et du respect d'un principe qui va bien au-delà du cas humain pourtant important."
Quoiqu'il en soit l'attente est longue, peut-être est-ce par peur de perdre la souveraineté en cédant aux instances de la France?
"Dix-huit ans d'attente pour avoir justice ne sont certainement pas peu. En aucun cas rien ne nuit à notre tradition d'autonomie et d'indépendance. Bien au contraire. Accepter les raisons de la France et chercher un accord est nécessaire pour la reconnaissance de Saint-Marin comme un grand pays souverain, capable éventuellement d'admettre  ses propres erreurs et pouvoir y remédier dans le cadre de la justice".
Pourquoi, alors, Saint-Marin ne semble pas vouloir clore ce problème ?

"C'est la question que je me pose, avec beaucoup d'autres concitoyens. Pensons aux nombreuses signatures de soutien à M. Tierce qui ne sont pas seulement celles de ceux qui ont vécu dans son pays, la France, mais beaucoup de signatures sont d'habitants Sanmarinais qui le connaissent et le saluent amicalement dans la rue."
Par ailleurs il me semble que les rapports entre Saint-Marin et la France ont toujours été bons, d'autant que beaucoup de Sanmarinais ont émigré et ont été bien accueilli en France.

 

"La bataille de justice d'un seul citoyen est une bataille pour tous...même pour les Sanmarinais"

"La Diplomatie Française a établi un  Consulat à Saint-Marin, qui fit suite à la naissance de l'association culturelle Saint-Marin France, celle-ci naquit par la volonté des concitoyens transalpins. Cela a  développé les liens réciproques qui font preuve, aujourd'hui encore d'une grande collaboration avec la section consulaire de l'Ambassade"

Mais, à la lumière de ce qui est arrivé, est-ce encore un signe politiquement valide d'amitié?
Cette résistance à la solution de vieilles situations, ne se contrarie-t-elle pas avec cette ancienne tradition d'amitié?
"Cette question moi aussi, Sanmarinais né en France, je me la pose. Mais je crois aussi que le sentiment qui doit prévaloir et s'imposer pour chacun est celui de la Justice.
Ce froide dédain qui pèse sur ce cas me met fortement mal à l'aise. Une fermeture disproportionnée à l'événement, à notre histoire qui a toujours été d'une pacifique convivialité.
Je ne citerai brièvement que l'émigration entre les deux guerres. Nos émigrants, après la fermeture de la voie vers les USA à cause de la dépression, se retournèrent en grand nombre vers la France. Un pays qui "en raison de sa protection sociale avait mieux résisté que les autres à la crise" selon l'économiste Galbraith. Le travail est un échange, il est vrai. Ceci n'enlève en rien que nos travailleurs apprirent des  méthodes de travail modernes pour l'époque et prirent conscience d'organisations ouvrières et sociales qui seront la base de la continuité et de l'entretien de l'idéal de liberté et de démocratie qu'ils emporteront avec eux à leur retour à la patrie."

Et l'histoire spécifique de Tierce?

"Un événement qui a bouleversé la famille avec la grève de la faim et toutes les vicissitudes que Tierce a subi et auxquelles il a réagi avec force et dignité, mais maintenant il faut faire le point".

Ce point quel est-il?
"La justice et la reconnaissance du droit à la pleine réhabilitation et, disons-le à l'indemnisation. La France nous le demande, la France des Droits de l'Homme, mais l'exige encore plus notre tradition et surtout notre émigration dans ce Pays.

Il faut accepter la défaite, s'il s'agit uniquement de cela, nous avons perdu mais cela peut être le début d'un renouveau, réparer l'erreur pour montrer à d'autres et à nous-mêmes les vertus des anciens et la valeur des préceptes qui sont à nos frontières.

Les paroles d'un diplomate français, nées des rencontres relatives à cet événement, sont emblématiques :
 « La bataille de l'un est la bataille pour tous...même pour les Sanmarinais ».

 

Antonio FABBRI 

                                                    

 

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