Giovedi 22 Novembre 2005

Pagina 6

"Non voglio trionfare... Voglio solo giustizia !"

Riceviamo e pubblichiamo - 

Caro Enrico, ho letto con attenzione il tua articolo e mi permetto solo di farti notare che quando un giornalista non conosce al 100% un caso cosi "kafkiano" corne il "caso Tierce", almeno potrebbe informarsi un po' meglio, direttamente dall'interessato. Non ho mai mangiato nessuno, anche se adesso potrebbe essere il momento buono! Certamente, se avessimo avuto un colloquio diretto, non avresti potuto credere alle tua ore chie sul "montaggio" che è stato utilizzato per distruggere volontariamente un individuo sia sul piano personale che professionale. Faccio una parentesi fuori oggetto. Quando sento Massimo, il fratel1o di Gianfranco Ercolani, prima della sentenza, fare delle pesanti accuse alla magistratura cubana, mi viene da chiedergli: "Massimo, ma dove vivi?" il Tribunale del tuo paese era forse più glorioso dodici anni fa? Leggo che i testimoni non sono stati ascoltati ecc. E allora? A San Marino si?  Vado più avanti senza entrare nel merito della vicenda. Le istituzioni cubane si sarebbero addirittura comportate meglio di quelle sammarinesi, visto che nel mio casa sono state proprio quest'ultime che hanno mischiato il mio nome con "casi di spaccio di droga"!

Ma torniamo al mio caso, ho capito perfettamente il tua messaggio, Enrico, e corne ho avuto conferma questo fine settimana da quelle persone che si stanno adoperando per riaprire il mio processo, rischio di annientare e ostacolare la loro azione, con questa scelta estrema di rifiutare le cure. Ma caro Enrico, non ti puoi permettere di scrivere che "cosi facendo trasformi le tue legittime rivendicazioni in un meschino ricatto che nessuno Stato civile, nessuna Repubblica democratica... puo permettersi di subire".

ln primo luogo perché San Marino non era, fino a qualche anno fa, un paese democratico e mi dispiace che uno Stato cosi bello sia potuto arrivare al punto che per l'interesse, questo si  meschino, di pochi, venga pesantemente minata la credibilità delle sue istituzioni a discapito di un'intera comunità.

ln seconda luogo Tierce non ha mai ricattato nessuno nella sua vita, non si è alzato una mattina dicendo: "Oggi non ho niente da fare decido di rompere le scatole al1o Stato!" Semplicemente si difende, vuole giustizia e basta. Tutto qua. Non voglio trionfare, avere una statua, fare il salvatore della patria o insegnare qualcosa a chicchessia. Voglio semplicemente giustizia fino in fondo.

Percio caro Enrico, per citarti, se vuoi verificare personalmente se ho perso "un po' di lucidità", ti aspetto quando vuoi a casa mia.

Jean Marc Tierce

Caro Jean Marc, nessuno -tantomeno io- ha mai messo in dubbio la legittimità delle tue rivendicazioni. ln tal senso la mia lettera (pubblicata su queste pagine sabato scorso) è quanta mai chiara e, permettimi, non mi sembra onesto gettare fumo negli occhi ai lettori facendo credere il contrario. Ma tant'è.

Sono lieto, invece, che la mia lettera ti abbia fatto riflettere e, quindi, comprendere -come spieghi chiaramente nella tua risposta- che l'inasprimento della tua forma di protesta -uso parole tue- rischia "di annientare e ostacolare" l'azione di chi si sta impegnando per renderti giustizia.

Ne hai preso atto... Lo hai compreso e, adesso, ne sei convinto. Ma allora, mi chiedo, che cosa aspetti a seguire fino in fonda il mio disinteressato, permettimi amichevole, consiglio? Cosa aspetti a sospendere la sciopero della fame in attesa della prossima sessione consigliare in cui si avvierà -e forse si concluderà- l'iter della legge che il consigliere Ivan Foschi ha confezionato su misura per te?

Enrico Lazzari

       “Je ne veux pas triompher….je ne veux que Justice !”
Cher Enrico, j’ai lu avec attention ton article et je me permets seulement de te faire remarquer que lorsqu’un journaliste ne connaît pas à 100% une affaire aussi « kafkaïenne » comme l’affaire Tierce, il pourrait au moins s’informer un peu mieux directement auprès de l’intéressé. Je n’ai jamais mangé personne, même si ces jours-ci, la bonne excuse pour le faire….je l’aurais ! 
Je suis certain que si nous avions eu une simple discussion ensemble, tu n’en aurais pas cru tes propres oreilles en ce qui concerne le « montage » machiavélique qui a été mis en place pour détruire volontairement un individu aussi bien sur le plan personnel que professionnel. 
Je fais une parenthèse hors sujet :
Lorsque j’entends Massimo, le frère de Gianfranco Ercolani, avant la publication de la sentence, lancer des graves accusations à la Magistrature Cubaine, je m’autorise à lui demander : « Massimo, mais dans quel pays vis- tu, le Tribunal de ton pays était plus glorieux dans les années 90 ? Tu dis que les témoins n’ont pas été entendus etc….et alors ?…à Saint Marin ils l’ont été dans mon affaire ? »
Je vais encore plus loin sans entrer dans le fond du sujet spécifique . A mon avis les institutions cubaines se sont comportées encore mieux que leurs collègues de Saint Marin vu que dans mon affaire, ce sont ces mêmes Autorités de Saint Marin qui se sont permis de mêler mon nom à d’autres nominatifs de personnes accusées de trafic de drogue…excuses-moi du peu !
Mais retournons à mon affaire, j’ai compris parfaitement ton message Enrico, et comme d’ailleurs j’ai eu confirmation cette semaine des personnes qui se remuent pour obtenir la réouverture de mon procès,
 

je risque, à t’entendre d’entraver leur action par mon choix extrême de refuser les soins médicaux.
Mais cher Enrico, tu ne peux pas te permettre d’écrire que « te comportant de cette manière tu transformes tes légitimes revendications en un chantage mesquin qu’aucun Etat , aucune République démocratique ne peut se permettre de subir »
En premier lieu parce que Saint Marin, n’était pas encore récemment un pays démocratique, et je suis vraiment attristé qu’un Pays aussi splendide ait pu arriver au point que pour l’intérêt, cette fois-ci mesquin, de quelques présomptueux personnages, de détruire la crédibilité de ses institutions au grand détriment d’une entière communauté. 
Puis d’autre part, Tierce n’a jamais fait chanter personne de sa vie ! Il ne s’est pas levé le matin en disant : « Aujourd’hui je n’ai rien à faire, je décide de casser les pieds à l’Etat ! »
Simplement Tierce se défend, veut Justice et c’est tout . Rien d’autre. Je ne veux pas triompher, avoir une statue à mon effigie me prendre pour le sauveur de la patrie ou même enseigner quelque chose à qui que ce soit…je veux seulement justice et j’irai jusqu’au bout pour l’avoir. 

C’est la raison pour laquelle cher Enrico, pour reprendre tes paroles, si tu souhaites vérifier si « j’ai perdu un peu de lucidité », je t’attends à la maison, la porte est ouverte. 

                                              Jean Marc Tierce

 

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